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Rodilegno bianco

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Rodilegno bianco Zeuzera pyrina

 
 
Adulto di Rodilegno bianco foto di Alessio Di Leo

Adulto di Rodilegno bianco foto di Paolo Mazzei

Bruco di Rodilegno bianco foto di Giuseppe Burgio

Exuvia di Rodilegno bianco foto di Alessandro Margnetti

 

 

Il rodilegno bianco

La Zeuzera pyrina è una falena appartenente ai Cossidae. Questa famiglia, che in Italia comprende una decina di specie, è considerata, sulla base della nervatura alare, meno evoluta rispetto alle altre farfalle di grandi dimensioni. Le sue ali, finemente squamose e di aspetto dimesso, sono bianche a pois neri, più o meno marcati, e le macchie si dispongono nei piani compresi tra le vene. Anche sul torace, candido e coperto da folta peluria, ci sono sei grossi bolli neri con riflessi blu metallici. Bluastri sono anche le macchie che delimitano i margini alari e gli arti. I sessi sono facilmente distinguibili; i maschi sono più piccoli e presentano antenne bipettinate nella metà basale, mentre le femmine, che possono superare i 7cm di apertura alare, hanno antenne più sottili e filamentose. La si può veder volare, nelle serate estive, attorno alle lampade accese, mentre trascorre le ore diurne riposando sui tronchi degli alberi. E’ un insetto molto appariscente, ma quando si posa su cortecce chiare incrostate da licheni scuri si mimetizza molto bene, tanto da passare inosservato. Presente in tutta Italia, isole comprese, il rodilegno bianco si può incontrare sia nei boschi che in giardini, parchi e frutteti. Infatti è polifago e la larva attacca varie essenze, come acero, faggio, quercia e molti alberi da frutto, risultando, quindi, molto dannoso. Caratteristico è lo sviluppo: le femmine depongono diverse centinaia di uova nelle fessure della corteccia di rami aventi generalmente un diametro inferiore ai 10cm. Dopo una breve incubazione da queste escono dei piccoli bruchi che si portano sulla chioma e attaccano i tralci più giovani approfondendosi a livello di gemme e di apici fogliari. In un secondo tempo si spostano e passano a forare rami di dimensioni maggiori. I bruchi sono giallo-aranciati con macchie nere e presentano alcuni sparuti peli. Si nutrono del legno più tenero, scavando lunghe gallerie, fino a raggiungere, con la maturità, i 6cm di lunghezza; a questo punto compiono la metamorfosi senza costruire alcun bozzolo. Trascorse alcune settimane, la crisalide risale fino all’entrata e rompe il leggero strato di corteccia secca che la separa dall’esterno. Finalmente la falena può mostrarsi al mondo, abbandonando l’esuvia pupale che resta incastrata nell’apertura. La sua vita è breve, giusto il tempo di permettere la prosecuzione della specie; infatti gli adulti hanno la spiritromba atrofizzata e non possono nutrirsi. Il loro unico sostentamento deriva dalle riserve accumulate nel periodo larvale. Nelle nostre regioni la Zeuzera ha un ciclo annuale con sfarfallamenti che si protraggono da giugno ad agosto, con picco in luglio. Però, in zone rigide ed a maggiori altitudini, lo sviluppo è rallentato e il ciclo diventa biennale. Al contrario, nel più caldo Nord Africa, è citata una seconda schiusa ad Ottobre. Il rodilegno bianco è una bellissima specie, ma molto pericolosa in ambito agricolo. Facendo seccare i giovani rami che portano i frutti, è un flagello per i coltivatori.

Testo di Giacomo Giovagnoli
Foto di Alessio di Leo, Paolo Mazzei, Alessandro Margnetti
, Giuseppe Burgio

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