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 Forum Geologia e Paleontologia - Natura Mediterraneo
 PALEONTOLOGIA DEL MEDITERRANEO
 Masso ricoperto da strato di frammenti di conchiglie
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golfopolikayakL
Utente V.I.P.

Città: Golfo di Policastro


233 Messaggi
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Inserito il - 23 novembre 2020 : 10:37:47 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

Alto Tirreno Cosentino (Golfo di Policastro). Su una piattaforma di litorale alle cui spalle vi è una falesia carbonatica è in bella mostra il masso in oggetto. Osservandolo da vicino è possibie notare che è ricoperto da frammenti di conchiglie fossili saldati tra loro (un tempo era sotto il livello del mare?). Ho poche immagini e spero di poter tornare sul posto a "breve" (zone Covid permettendo) per raccogliere più dati. Nel limite del possibile, sapreste suggerire qualche informazione (non sono del ramo) o cosa guardare con più attenzione?
Nelle vicinanze c'è una parete alla cui base si può osservare uno strato con fossili di conchiglie ma di dimensioni più grandi (anche dei detriti frammisti) (vedi foto 3).
Grazie, Luigi
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Masso ricoperto da strato di frammenti di conchiglie
246,71 KB
Immagine:
Masso ricoperto da strato di frammenti di conchiglie
187,09 KB
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Masso ricoperto da strato di frammenti di conchiglie
228,58 KB

ang
Moderatore


Città: roma

Regione: Lazio


10912 Messaggi
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Inserito il - 23 novembre 2020 : 13:15:43 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
data la condizione di conservazione delle conchiglie credo che il masso sia di origine olocenica; nelle varie immagini si possono riconoscere gasteropodi del gen. Homalopoma, Alvania, Cerithium e Bolma cementati a frammenti di bivalvi non distinguibili

ciao

ang



Anche se nessuno di noi sa esattamente dove sta andando o dove andrà a finire.....comunque lascerà la sua indelebile striscia di bava (Beppe/papuina)
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Dolasilla
Utente nuovo

Città: miano


15 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 24 novembre 2020 : 10:11:51 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Si tratta di una zona che ha avuto nel corso del Pleistocene e Olocene un'evoluzione complessa, poiché le variazioni glacioeustatiche del livello marino (cioè, che quando c'era la glaciazione, se l'acqua è intrappolata nei ghiacciai, il livello del mare si abbassa, e quando si sghiaccia tutto, invece il livello del mare si innalza... ecco, in quell'area del Tirreno i dati indicano che a 20000-18000 anni dal presente, durante l'ultima avanzata glaciale, la linea di costa era ad almeno -120 m rispetto all'attuale)
...dunque, dicevo... le variazioni del livello del mare legate lle glaciazioni interagiscono con i movimenti tettonici legati alla strutturazione dell'Appennino.
Ci sono numerosi lavori recenti, soprattutto di prospezione sismica off-shore che ricostruiscono complesse situazioni di faglie attive in epoca recente, con aree che sprofondano e aree che si sollevano in maniera differenziale. Queste variazioni di quota di origine tettonica ovviamente alterano il segnale delle paleolinee di costa, spostandole qua e là più in alto o più in basso.

Dove voglio arrivare, tornando terra terra?
Un'osservazione importante sono le quote delle superfici.
In genere questi depositi di spiaggia, costituiti da biocalcareniti più o meno cementate (ovvero sabbie cementate = areniti, costituite da frammenti calcarei = CALCareniti, di origine biologica cioè conchiglie o coralli o alghe calcaree etc. = BIO calcareniti) costituiscono dei crostoni orizzontali, delle superfici emerse sollevate di un tot rispetto al livello attuale del mare. Gli autori antichi li indicano come "panchina", comprendendo appunto delle bancate che formano terrazzi.
Significa che il deposito di spiaggia si è formato, e poi è stato sollevato dalla tettonica, sino a una quota che in genere è costante per un lungo tratto, riconoscibile e spesso già individuata in studi nella zona.
Se stanno in alto, cioè c'è una scarpata che li delimita, non sono attuali.

Esistono nell'area del golfo di Policastro superfici con depositi marini poste parecchio in alto, e che risalgono a intergalciali precedenti l'ultima glaciazione; ma dall'aspetto delle foto, non sono questi, sembrano troppo freschi.
Quindi andrei nel postglaciale-olocene, ma per maggior dettaglio occorrono più dati.

Innanzitutto: la zona è compresa nell'area già mappata nelle carte geologiche recenti? (purtroppo la mappatura geologica è a pelle di leopardo per questione di fondi disponibili, quindi è una questione di fortuna trovare un sasso entro un'area "coperta" rispetto a una in cui esista solo la carta geologica vecchia, costruita con minor dettaglio):

Link

e quadri di unione:

Link
Link

per la Calabria la copertura geologica è "non pervenuta"...

Comunque, tornando al masso:c'era appoggiata sopra una spiaggia ad alta energia.

- Frammenti simili si trovano nell'intorno, lungo la piattaforma (che suppongo bassa, quasi a livello del mare)?

- Sopra la falesia, la superficie può presentare massi simili ? (in questo caso, ipotizzerei, livello vecchio, alto, e masso caduto giù; quindi per l'età lo riferirei a un qualcosa che può essere la trasgressione tirreniana, cioè post-ultimo glaciale e fine Pleistocene, il tutto magari un po' sollevto dalla tettonica)

- in alternativa, crostoni analoghi sono diffusi sulla superficie di abrasione su cui è appoggiato il masso? in tal caso l'origine è lì, su quella piattaforma a quella quota. Attenzione, però, perchè comunque se c'è una superficie di erosione (la piattaforma su cui appoggia il masso), e contemporaneamente un deposito di spiaggia (o i suoi resti) significa che vediamo due cicli: una fase vecchia, in cui si formava la spiaggia (deposito), il tempo per farlo cementare, la sua erosione spinta (ne trovi solo tracce o brandelli). Quindi anche in questo caso, attuale non è. Può essere inizi Olocene? forse...

Qui la parola dirimente la danno gli studi già effettuati nella zona.

Fondamentale quindi ubicare con precisione il punto, e sperare che ricada nella carta geologica...

(ovvero, mezza enciclopedia per concludere che non so darti una risposta... )
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Dolasilla
Utente nuovo

Città: miano


15 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 24 novembre 2020 : 10:14:17 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
P.S. dimenticavo: quello dell'ultima foto, cioè la falesia, sembra una di quelle unità conglomeratiche "vecchie", con dentro anche bioclasti, che sono riportate nelle carte geologiche. Data la maggiore consistenza materiale degli affioramenti, dovrebero essere più facili da identificare e datare, sempre che esista la carta geologica.
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golfopolikayakL
Utente V.I.P.

Città: Golfo di Policastro


233 Messaggi
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Inserito il - 27 novembre 2020 : 09:49:59 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di ang:

data la condizione di conservazione....

Grazie Ang
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golfopolikayakL
Utente V.I.P.

Città: Golfo di Policastro


233 Messaggi
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Inserito il - 27 novembre 2020 : 10:35:25 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di Dolasilla:

Si tratta di una zona che ha avuto nel corso del Pleistocene e Olocene un'evoluzione complessa...
Un'osservazione importante sono le quote delle superfici.
...
Quindi andrei nel postglaciale-olocene, ma per maggior dettaglio occorrono più dati.

Innanzitutto: la zona è compresa nell'area già mappata nelle carte geologiche recenti?
- Frammenti simili si trovano nell'intorno, lungo la piattaforma (che suppongo bassa, quasi a livello del mare)?
- Sopra la falesia, la superficie può presentare massi simili ? ...
- in alternativa, crostoni analoghi sono diffusi sulla superficie di abrasione su cui è appoggiato il masso? ...
Fondamentale quindi ubicare con precisione il punto, e sperare che ricada nella carta geologica...


Grazie per il quadro chiaro ed ampio, cerco di rispondere con ordine:
- purtroppo non è mappata nella carta geologica (ricade nel Foglio fantasma di Maratea )
- non ricordo altri massi simili, probabilmente è stato proprio questo che ha colpito la mia attenzione
- appena sarà possibile (al momento si è in zona rossa) farò un sopralluogo per maggiori informazioni (anche in altezza)
- nei pressi c'è una grotta

allego dei link video dell'area che non daranno risposte ma servono solo per capire la natura dei luoghi.






infine, invece, allego un video girato in Basilicata (castrocucco di Maratea, che dista poco più di 11 km da Capo Scalea), una visita ai piedi di un promontorio carbonatico che presenta anche qui una piattaforma ed una cavità retrostante con ancora tracce di uno strato detritico con conchiglie sulle pareti e fori di litodomi (sembra esserci un solco di battente)..Link dopo 3'20''

Luigi




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