In attesa di chiudere il primo contenitore,solo a scopo di semplice indicazione viene di seguito fornito un elenco dei principali reagenti utilizzati e utilizzabili in microscopia, fermo restando che il loro uso e la eventuale composizione sarà illustrata all’occorrenza nella sezione dedicata alla preparazione dei vetrini dei rispettivi generi e specie che si intendono determinare specificando il tipo di reazione. 1) Acido cloridrico 2) Acido solforico 3) Ammoniaca 4) Blu cotone in acido lattico 5) Blu cotone in lattofenolo 6) Blu di cresile 7) Carminio acetico 8) Fenolo 9) Floxina anionica 10) Floxina acquosa 11) Formolo 12) Fucsina fenolica 13) Idrato di cloralio 14) Idrato di potassio 15) Tampone alla glicerina 16) Lugol 17) Melzer 18) Picroformolo 19) Rosso Congo 20) Solfato ferroso 21) Tintura di guajaco 22) Vanillina 23) Verde di malachite 24) Blu di toluidina 25) Blu di metilene 26) Soluzione gli cero-cloridrica 27) Nitrato di argento 28) Sudan I reagenti sopraindicati costituiscono il kit di reagenti che una società chimica ha preparato su indicazioni dell’AMB e che vengono messi in vendita anche ondine. Per ulteriori reagenti o coloranti ritengo che altri meglio e più di me possano dare delle indicazioni precise. Ciao Giovanni
Un saluto circolare Giò
Modificato da - Aphyllo in Data 26 luglio 2009 22:54:39
Bene. Ma ne mancano alcuni importanti per la microscopia come la sulfovanillina per le Russule . Per le reazioni macrochimiche è anche importante il TL4(tallio.) Tutti questi reagenti,ma anche altri prodotti per la micologia sono disponibili presso la ditta Titolchimica. Attenzione che alcuni reagenti indicati da Gio (esempio il Lugol) non sono per la microscopia, ma per le reazioni macrochimiche. Gaspy
B.Gasparini
Modificato da - Gaspy in data 20 dicembre 2004 21:39:02
Ciao a tutti, non saranno un pò troppi per iniziare a fare microscopia? Forse non sarà meglio indicare i 2 0 3 reagenti e coloranti base per far provare magari chi è all'inizio ? Per chi lavora da tempo con il micro fanno meno impressione ma chi comincia potrebbe preoccuparsi. Voi che ne dite? Un salutone Mariano
Il discorso non verte su quanti, ma quali reagenti servano per la microscopia e.. soprattutto,che uso farne. Ma quello verrà poi. Ad esempio il summenzionato guanaco (ehm,volevo dire guaiaco)serve solo in macroscopia. Qualcuno dovrà cominciare ad esaminare i reagenti uno per uno spiegandone l' uso. Cominciamo dopo le feste. Gaspy
Ciao a tutti, Ecco la lista dei reattivi microchimici che si usano in microscopia, da Moser: Acido acetico Blu cotone Blu cresile Blu metile Blu di metilene Blu toluidina Blu di tripana Eritrosina Giemsa KOH L4 Nero di clorazolo Phloxin B Picroformolo Reagente di Melzer Rosso congo Soluzione di ammoniaca: al 2% Soluzione carminio-acetica Soluzione di idrato di cloralio Sudan III Sulfobenzaldeide Sulfovanillina
Se vi interessano anche le formule e i dosaggi, cercherò di inviarveli
SOLUZIONE FISIOLOGICA Composizione: Acqua 99,2 g NaCl 0,8 g
Modalità di preparazione: Sciogliere il sale nella quantità d'acqua necessaria e mescolare fino a completa dissoluzione. Usi: Si può utilizzare come liquido di montaggio (osservazione) incolore sia con materiali freschi che secchi reidratati quando si vuole evitare che le membrane dei tessuti si alterino per effetto osmotico.
ACQUA DISTILLATA
Composizione: Pura
Usi: Come mezzo di osservazione quando si vuole essere certi di non alterare in alcun modo il preparato (ad esempio per evitare la solubilizzazione dei pigmenti).
Modalità di preparazione: Si usa l'alcool buongusto commerciale tale quale. Meglio evitare l'alcool denaturato che contiene impurezze che possono sporcare i vetrini.
Usi: Per asciugare il bordo dei vetrini coprioggetto prima della sigillatura (lutaggio) con smalto per unghie o altro collante. Si usa anche per la pulizia delle ottiche anche se questo uso è sconsigliato
Aldeide glutarica Composizione: Acqua - 37,8 ml Aldeide glutarica al 2,5% - 7,2 ml Soluzione tampone fosfato pH 7 - composizione: Potassio idrogeno fosfato K2HPO4 - 4 g Potassio di idrogeno fosfato KH2PO4 - 5 g Acqua - 91 ml
Modalità di preparazione: Preparare a parte la soluzione tampone a pH 7. Quindi sciogliere l'aldeide in acqua e aggiungere infine la soluzione tampone.
Usi: Usata soprattutto per la preparazione dei campioni da osservare al microscopio elettronico.
Note: La soluzione va conservata in frigorifero.
AMMONIACA, IDRATO O IDROSSIDO DI AMMONIO Composizione: Per le reazioni macrochimiche soluzioni acquose al 10% o 25%. Come rigonfiante: soluzioni acquose al 2% o 6%
Modalità di preparazione: La soluzione concentrata del commercio (32%) viene diluita con acqua distillata: al 25% mescolare 25 parti di sol. conc. + 7 parti in peso di acqua al 6% mescolare 6 parti di sol. conc. + 26 parti in peso di acqua al 2% mescolare 2 parti di sol. conc. + 30 parti in peso di acqua
Come reattivo macrochimico per alcune reazioni basta il vapore del flaconcino (es.: Dermocybe, Cortinarius elegantior alla base del gambo, ecc.). Come reattivo per microscopia è utilizzato prevalentemente come rigonfiante di materiale d'erbario (exsiccata) in concentrazioni 2-5% generalmente prima delle reazioni con Melzer. E' preferibile che la concentrazione non vada oltre il 25% per non produrre dei rigonfiamenti anormali di ife e spore (che possono anche rompersi). Viene utilizzato anche per l'osservazione di alcune strutture microscopiche: - Per osservare i crisocistidi (per es.: Hypholoma, Pholiota, Strophariaceae): i corpuscoli interni rifrangenti generalmente diventano gialli (anche con KOH). Attenzione che spesso sono gialli naturalmente. - Per osservare le spinule, che si anneriscono con ammoniaca, le formazioni ad uncino dell'imenio di alcune Hymenochaetaceae (Phellinus, Onnia, ecc.).
Aldeide glutarica Composizione: Acqua - 37,8 ml Aldeide glutarica al 2,5% - 7,2 ml Soluzione tampone fosfato pH 7 - composizione: Potassio idrogeno fosfato K2HPO4 - 4 g Potassio di idrogeno fosfato KH2PO4 - 5 g Acqua - 91 ml
Modalità di preparazione: Preparare a parte la soluzione tampone a pH 7. Quindi sciogliere l'aldeide in acqua e aggiungere infine la soluzione tampone.
Usi: Usata soprattutto per la preparazione dei campioni da osservare al microscopio elettronico.
Note: La soluzione va conservata in frigorifero.
AMMONIACA, IDRATO O IDROSSIDO DI AMMONIO Composizione: Per le reazioni macrochimiche soluzioni acquose al 10% o 25%. Come rigonfiante: soluzioni acquose al 2% o 6%
Modalità di preparazione: La soluzione concentrata del commercio (32%) viene diluita con acqua distillata: al 25% mescolare 25 parti di sol. conc. + 7 parti in peso di acqua al 6% mescolare 6 parti di sol. conc. + 26 parti in peso di acqua al 2% mescolare 2 parti di sol. conc. + 30 parti in peso di acqua
Come reattivo macrochimico per alcune reazioni basta il vapore del flaconcino (es.: Dermocybe, Cortinarius elegantior alla base del gambo, ecc.). Come reattivo per microscopia è utilizzato prevalentemente come rigonfiante di materiale d'erbario (exsiccata) in concentrazioni 2-5% generalmente prima delle reazioni con Melzer. E' preferibile che la concentrazione non vada oltre il 25% per non produrre dei rigonfiamenti anormali di ife e spore (che possono anche rompersi). Viene utilizzato anche per l'osservazione di alcune strutture microscopiche: - Per osservare i crisocistidi (per es.: Hypholoma, Pholiota, Strophariaceae): i corpuscoli interni rifrangenti generalmente diventano gialli (anche con KOH). Attenzione che spesso sono gialli naturalmente. - Per osservare le spinule, che si anneriscono con ammoniaca, le formazioni ad uncino dell'imenio di alcune Hymenochaetaceae (Phellinus, Onnia, ecc.).
Ciao, ciao Fabrizio
Per la reidratazione è sconsigliato in quanto troppo violento è il rigonfiamento dei tessuti:molto migliore è la reidratazione con l'uso della potassa caustica al 3%-5%. Gaspy
Vi invio ancora altre composizioni (Prelevate dal manuale del Centro Studi Micologici Associazione Micologica Bresadola)
BLU COTONE Composizione: Soluzione allo 0,1% in acqua.
Modalità di preparazione: 0,1 g di Blu cotone sciolti in 100 ml di acqua.
Usi: - Per la determinazione della cianofilia delle spore in alcuni generi. - Per la colorazione di: contenuto delle ife generative; ife di sostegno; gloeocistidi; ornamentazione sporale; membrane ialine; ornamentazioni ialine (es. Laccaria) BLU COTONE IN LATTOFENOLO Composizione: soluzione di blu cotone al 5% in lattofenolo
Modalità di preparazione: Il blu viene sciolto nel lattofenolo
Usi: Stessi usi di blu cotone acquoso e blu lattico rispetto al quale ha però un effetto rigonfiante più moderato e perciò migliore.
Modalità di preparazione: Mescolare gli ingredienti secondo l'ordine indicato nella formulazione e filtrare dopo un giorno. La preparazione secondo Clemençon è molto stabile. La soluzione acquosa va invece preparata al momento dell'uso.
Usi: Nella determinazione della metacromasia di membrane sporiche e del contenuto oleoso dei gloeocistidi. Colorazione di protoplasmi.
Ciao a tutti, sono Daniele, nuovo di questo forum.
Sul discorso reagenti. Come è stato giustamente osservato, devono essere suddivisi in due categorie ( anche se la distinzione non è poi così netta) Macroreagenti e microreagenti.
I macroreagenti dovrebbero essere sempre presenti nello zainetto di "caccia" Alcuni riconoscimenti possono e devono essere fatti in loco; anche perchè, con la limitazione di peso di myceti asportabili ( in uso presso molte località) può essere interessante fotografare, fare delle reazioni macro, asportare solo piccole parti per la microscopia, e poi lasciare in loco il reperto.
Penso alla tintura di Guajaco ( questa è la dizione corretta. Si ottiene dalla rasura della corteccia dell'omonima pianta orig. Paraguay )ma anche ad altri (pochi reagenti)Tra questi la solfovanillina, che non è mai bene preparare in grandi quantità.
Uno degli aspetti non secondari, da tenere presente nell'acquisto dei reagenti è la scadenza. Molti reagenti scadono in pochi mesi; qualcuno, addirittura entro due-tre settimane dalla preparazione. La solfovanillina si può preparare al momento mischiando, nelle dosi opportune, vanillina cristalli e acido solforico ( con tutte le precauzioni del caso).
Per mia esperienza, i reagenti che si usano sono davvero pochi e, alcuni di questi, sono polivalenti. Il Melzer, per esempio, non solo è indispensabile per la ricerca dell'amiloidia ma è anche un buon mezzo di contrasto, usabile come succedaneo del rosso congo.
Anche il Melzer scade molto velocemente. Meglio preparare piccole quantità. io tengo gli ingredienti base separati (iodjo Jodurato , cloralio idrato....) e li miscelo ogni volta che mi servono, comunque in quantità bastevoli per 15 gg. e non di più.
Io uso anche il permanganato di potassio ( pastiglie in vendita in farmacia) sostituisce molto bene il rosso congo e costa pochissimo.
Per chi volesse approfondire, ottimo il libro di Charbonel voll. I e II sui macro e micro reagenti.
Uno degli aspetti non secondari, da tenere presente nell'acquisto dei reagenti è la scadenza....
.....Anche il Melzer scade molto velocemente. Meglio preparare piccole quantità. io tengo gli ingredienti base separati (iodjo Jodurato , cloralio idrato....) e li miscelo ogni volta che mi servono, comunque in quantità bastevoli per 15 gg. e non di più....
Caro Daniele, sono anch'io nuovo di questo forum, ma non sono nuovo a preparare reagenti e coloranti. Dove lavoro siamo in parecchi ad adoperare questi prodotti, in particolare il Melzer ed il Lugol; le ricette sono pubblicate sulla chiave di Moser (dovrebbe uscire in questi giorni la versione tedesca Moser-Horak, aggiornata e corretta)
Ogni anno preparo questo reagente e succede che ci vogliono 2 giorni per sciogliere completamente lo iodio metallico a temperatura ambiente su agitatore magnetico.
Lo ioduro, invece, si scioglie in pochi secondi...alle volte un paio di minuti, quando lo aggiungi, facendo diventare quasi nera, la soluzione altrimenti quasi trasparente (faccio questa operazione in bottiglie di vetro scure)
Questa soluzione, molto stabile, dura normalmente 4 o 5 anni se tenuta la buio, poi comincia a sbiadire ed il suo effetto cala.
Ove serve solo una amiloidia generica (per esempio sull'imenio di un Albatrellus, sulle spore di A.phalloides o cose simili), anche quasi completamente trasparente, la reazione rimane molto evidente (provare prima su un pezzo di carta che contenga cellulosa, deve diventare blunero e non marrone) Se serve qualcosa di più fine, come le reazioni destrinoidi o le amiloidie leggere di qualche altro gruppo di funghi, è meglio avere una soluzione che funzioni come da manuale e quindi non più vecchia di un anno.
Ricordarsi sempre che lo iodio deve essere sciolto prima, a lungo e se cel'hai in scaglie, devi pure batterlo per ottenere una polvere, altrimenti ci puoi mettere anche una settimana a scioglierlo tutto. Consiglio di preparare non meno di mezzo litro alla volta e mettersi in società per consumarlo, visto che ogni volta diventa la storia de sior Intento...
Uno degli aspetti non secondari, da tenere presente nell'acquisto dei reagenti è la scadenza....
.....Anche il Melzer scade molto velocemente. Meglio preparare piccole quantità. io tengo gli ingredienti base separati (iodjo Jodurato , cloralio idrato....) e li miscelo ogni volta che mi servono, comunque in quantità bastevoli per 15 gg. e non di più....
Il Melzer (ed il Lugol) lo faccio preparare in farmacia. Poi lo tengo in frigorifero dove dura illimitatanmente, tenendo in bottiglietta solo una porzione di pochi cc. Per l' idrato di cloralio, quello me lo procuro dalla Titolchimica in cristalli. Attenzione che è molto igroscopico e quindi fà grumi. La soluzione satura la preparo al momento sul vetrino una goccia d' acqua ed un puntina di idrato di cloralio. Far molto attenzione, l' idrato di cloralio è molto velenoso e perciò, fattone uso, lavare bene il tutto e gettare nel fuoco la carta bibula usata per assorbire gli eccessi. E' buona pratica sperimentare il Melzer su tutte le spore ed i tessuti analizzati: talvolta si scopre la destrinoidità (pseudo amiloidia) in luoghi sconosciuti! Gaqspy
Caro Daniele, sono anch'io nuovo di questo forum, ma non sono nuovo a preparare reagenti e coloranti. Dove lavoro siamo in parecchi ad adoperare questi prodotti, in particolare il Melzer ed il Lugol; le ricette sono pubblicate sulla chiave di Moser (dovrebbe uscire in questi giorni la versione tedesca Moser-Horak, aggiornata e corretta)
Ogni anno preparo questo reagente e succede che ci vogliono 2 giorni per sciogliere completamente lo iodio metallico a temperatura ambiente su agitatore magnetico.
Lo ioduro, invece, si scioglie in pochi secondi...alle volte un paio di minuti, quando lo aggiungi, facendo diventare quasi nera, la soluzione altrimenti quasi trasparente (faccio questa operazione in bottiglie di vetro scure)
Questa soluzione, molto stabile, dura normalmente 4 o 5 anni se tenuta la buio, poi comincia a sbiadire ed il suo effetto cala.
Ove serve solo una amiloidia generica (per esempio sull'imenio di un Albatrellus, sulle spore di A.phalloides o cose simili), anche quasi completamente trasparente, la reazione rimane molto evidente (provare prima su un pezzo di carta che contenga cellulosa, deve diventare blunero e non marrone) Se serve qualcosa di più fine, come le reazioni destrinoidi o le amiloidie leggere di qualche altro gruppo di funghi, è meglio avere una soluzione che funzioni come da manuale e quindi non più vecchia di un anno.
Ricordarsi sempre che lo iodio deve essere sciolto prima, a lungo e se cel'hai in scaglie, devi pure batterlo per ottenere una polvere, altrimenti ci puoi mettere anche una settimana a scioglierlo tutto. Consiglio di preparare non meno di mezzo litro alla volta e mettersi in società per consumarlo, visto che ogni volta diventa la storia de sior Intento...
se passo per la Toscana, fosse anche da Grosseto o da Massa, ti vengo a rompere le scatole...
vorrei essere più presente, ma il lavoro di "pendolare" mi stà un po' stressando e soprattutto ingrassando... quà a Cosenza si mangia di un bene...
Riguardo al melzer, avevo tralasciato la faccenda, invece piuttosto importante, dell'idrato di cloralio, praticamente inutile nella maggior parte dei casi, come la freschezza del preparato. Indispensabile in pochi casi che siano ben descritti in letteratura, ha una funzione doppia, di gonfiante e sbiancante e non va assolutamente mescolato al reattivo da tenere da parte, altrimenti in meno di un'ora questo diventa inutilizzabile.
Negli ultimi 5 anni ho studiato micologicamente una particella forestale al fine di creare una check-list di specie crittogamiche...il mio capo aveva questo strampalato interesse... Sono stato costretto, in pochi giorni, a documentarmi (bene) ed a procurarmi i reagenti necessari (meno bene), chiedendo a colleghi cimici pardon chimici, un po' di polvere di questo e quello, ma soprattutto due dritte per preparare da solo le cose con la scarsità di mezzi che vi potete immaginare. La cosa mi è servita molto a capire perchè si usano tanti reagenti e quali sono le limitazioni, ma soprattutto ho capito che non servono tutti, molte cose sono del tutto inutili ad una determinazione, possono solo confermare quanto già ricavato dalla microscopia, dall'habitat e dalla morfologia del fungo. Molto spesso si verifica poi che una specie, magari mai vista prima, ci costringa ad una indagine più approfondita, ma già la seconda volta che la troviamo, non è più necessario tanto lavoro, ma ci si può avvalere della propria esperienza.
Il problema del rossocongo è che è necessaria una soluzione satura. A questo punto la soluzione tende a dissociarsi (non dico precipitare perché chimicamente è unprocesso differente. a migliore risoluzione -invece che buttarlo -è di filtrarlo con una comune cartina da filtro in un imbutino. Sene perderà, ma uscirà una soluzione limpida, utilizzabile per molto tempo. Usandone pochissimo di volta inm volta,pochi cc dureranno a lungo. Attenzione a non usare stabilizzatori come la soluzione glicero-cloridrica, perché lì precipita in un' ammasso nerastro Gaspy