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 Forum Biologia Marina - Mare Mediterraneo
 CORSO DI FOTOGRAFIA SUBACQUEA
 Prima lezione: Introduzione al corso
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Stefano Guerrieri
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Biologia Marina

Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:58:36 Mostra Profilo  Apri la Finestra di Tassonomia

Introduzione



Questa rubrica vuole promuovere la conoscenza e la valorizzazione del Mare Nostrum, attraverso la fotografia subacquea, spiegandone i suoi segreti e sviluppando uno studio biologico-fotografico dell’ambiente subacqueo attraverso le nostre immagini, con lo scopo di rispondere ai tanti quesiti proposti da tutti gli amici del forum, così da ampliare l’educazione e la coscienza di conservazione e di rispetto della natura e migliorare le nostre tecniche fotografiche, con l’esperienza ed i consigli dei più esperti.
La raccolta di immagini effettuata negli anni, rappresenta molte delle specie marine presenti sui fondali del Mar Mediterraneo, evidenziandone le diverse caratteristiche, che mettono in rilievo le forme ed i colori della flora e della fauna dell’intero ecosistema marino, cerchiamo insieme di svelarne i “segreti tecnici”, spiegando i comportamenti da tenere per ottenere buoni risultati.

L’esplorazione dei fondali con una macchina fotografica, rappresenta un motivo in più di divertimento, che ci farà apprezzare maggiormente il Mar Mediterraneo, in tutte le stagioni, ma voglio sottolineare che, prima di essere bravi fotosub è essenziale essere bravi subacquei, oltre ad aver acquisito l’acquaticità e le conoscenze tecniche dell’immersione Ara o dell’apnea, sarà opportuno avere una buona preparazione psicofisica, per non creare indesiderate situazioni pericolose e dedicarci tranquillamente e senza ansie, alla fotografia subacquea ed alla gestione dell’attrezzatura fotografica.

Per iniziare inserisco un vecchio articolo che ho scritto da qualche anno, come introduzione per Iniziare a conoscere le attrezzature necessarie e la tecnica di ripresa

Stefano Guerrieri
Moderatore


Città: Livorno


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Biologia Marina

Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:52:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Le attrezzature


L’apparecchio fotografico è costituito da un’ottica e da un corpo macchina. La qualità dei risultati fotografici dipende proporzionalmente dalla qualità del sistema di ripresa utilizzato e quindi, purtroppo, dal suo costo.

In commercio possiamo trovare tre tipi di macchine fotografiche:

il primo tipo, il più semplice, può essere definito “punta e scatta”, è costituito da piccoli scafandri in materiale plastico, dove inserire una macchina fotografica compatta, con obiettivo incorporato a focale fissa, generalmente da 35 mm, non reflex.
Questa tipologia di apparecchi funziona in modo automatico, il subacqueo non può controllare ne il tempo, ne il diaframma, dato che lo scafandro non prevede all’esterno nessun comando per l’apparecchio. Il flash di solito è interno, ma ci sono alcuni modelli che prevedono la possibilità di utillizzare flash separati.

Al secondo tipo appartengono gli apparecchi Anfibi, macchine fotografiche che funzionano sia sott’acqua che in ambiente aereo, sono perciò già impermeabili e non necessitano di un opportuno scafandro. Il loro limite sta nel fatto che non sono reflex, quindi non possiamo avere la reale inquadratura del soggetto, ma questa sarà falsata di qualche grado a causa dell’errore di parallasse.

Per ultime prendiamo in considerazione le scafandrate, macchine fotografiche compatte o reflex, utilizzate all’interno di uno scafandro, che ne garantisce l’assoluta impermeabilità.
Le macchine compatte permettono l’inquadratura attraverso un monitor, sono molto maneggevoli, ma non permettono la sostituzione dell’ottica. Le reflex sono le più versatili, possono montare molti tipi di obiettivi e danno la visione reale del soggetto attraverso un mirino, per contro sono più ingombrandi e pesanti, oltre ad avere un costo superiore agli altri sistemi. Le case costruttrici più importanti del settore, propongono interessanti soluzioni per tutti i sistemi.
Come già accennato, la sostanziale differenza sta nel tipo di visione attraverso il mirino della fotocamera. Le macchine anfibie sono dotate di mirino cosiddetto galileiano, che consentono l’osservazione del soggetto attraverso un visore posto nella parte superiore del corpo macchina, che permette un’inquadratura approssimata rispetto a quella ripresa dall’obiettivo e una regolazione della messa a fuoco solamente a stima o con l’utilizzo di opportuni distanziatori. Le macchine reflex, opportunamente scafandrate, consentono una visione del soggetto, direttamente attraverso l’obiettivo di ripresa, quindi un’inquadratura precisa ed affidabile dell’immagine registrata dalla pellicola o dal sensore delle moderne reflex digitali. Se siamo già in possesso di una fotocamera reflex, possiamo cercare di scafandrarla contattando uno dei tanti costruttori, così da sfruttare il corredo di obiettivi in nostro possesso. Per molti anni i sistemi anfibi, così compatti, versatili e maneggevoli, hanno fatto da padrone nella fotosub, ma da qualche anno, grazie all’evoluzione delle fotocamere reflex autofocus, il mercato si è spostato dalla parte di queste ultime, preferite sia dai professionisti che dai dilettanti più esigenti. La versatilità delle ottiche accoppiabili alle moderne reflex e soprattutto la possibilità di una perfetta inquadratura e messa a fuoco, hanno fatto dimenticare i vantaggi delle anfibie, che risultano più funzionali e maneggevoli, nonché di ridotte dimensioni e peso, caratteristiche molto vantaggiose nel trasporto soprattutto aereo. L’ultima decisione è strettamente personale e dipenderà dal nostro effettivo utilizzo.

Il mondo sommerso può regalarci immagini d’ambiente, ravvicinate e di macrofotografia. Le prime sono strettamente legate ad obiettivi grandangolari, essendo di fondamentale importanza ridurre lo spessore d’acqua tra il soggetto e l’obiettivo, utilizzeremo quindi focali comprese tra i 10 mm ed i 28 mm. La fotografia ravvicinata viene generalmente effettuata con focali zoom comprese tra il 28 e l’80mm, mentre la macrofotografia ha bisogno di obiettivi specifici, come il 60 mm o il 105 mm macro, utilizzabili in custodia, oppure necessita di tubi di prolunga e lenti addizionali da montare con i sistemi anfibi. La scelta fra lenti addizionali e tubi di prolunga favorisce in genere questi ultimi, anche se una volta montati obbligano per tutta l’immersione a mantenere lo stesso rapporto d’ingrandimento, offrono una qualità superiore soprattutto nei rapporti molto ravvicinati (scala 1:1). Le lenti addizionali hanno il vantaggio di poter essere montate e quindi tolte in immersione, ponendole direttamente davanti all’obiettivo delle macchine anfibie, permettendo così la ripresa, nella stessa immersione, d’immagini macro e ambiente. Tubi di prolunga e lenti addizionali comportano l’utilizzo di piccole aste distanziatici da avvicinare al soggetto per la corretta messa a fuoco, mentre le reflex scafandrate hanno il vantaggio di non disturbare pesci ed invertebrati, avendo l’obiettivo libero da questi accessori.

Il corredo foto-subacqueo necessita anche di flash appositamente dedicati all’ambiente marino, con potenze differenti rispetto al tipo di immagini da realizzare. Adotteremo flash più potenti e con angolo di copertura maggiore, per le foto d’ambiente, e flash meno potenti (più compatti e maneggevoli) per le foto macro. Affronteremo più dettagliatamente l’argomento, nel capitolo dedicato all’illuminazione.
Indispensabili sono anche alcuni accessori come cavi, staffagli e fari di puntamento per la messa a fuoco e per illuminare il soggetto, che sostituiranno la torcia utilizzata da ogni subacqueo.
Scelta la nostra attrezzatura, vediamo ora come dobbiamo comportarci per ottenere immagini soddisfacenti.

Modificato da - Istrice in data 18 dicembre 2011 21:26:39
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Stefano Guerrieri
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Biologia Marina

Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:53:38 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
La luce sott'acqua


Le ore centrali della giornata, con il sole che scende perpendicolarmente in acqua fino a raggiungere le alte profondità, offrono le migliori condizioni di luce per la fotografia subacquea. Un buon programma di massima per sfruttare al meglio la giornata può essere quindi quello di una prima immersione impegnativa in tarda mattinata per la foto ambiente e di una seconda discesa a bassa profondità nel pomeriggio, oppure di una eventuale notturna, concentrandosi sulla fotografia macro.
L’alba e il tramonto, ore ricercate dai pescatori subacquei, fotograficamente sono poco adatte. I raggi del sole, rimbalzando obliqui sulla superficie del mare, non penetrano bene in profondità e sott’acqua le condizioni si presentano soddisfacenti all’occhio umano, ma assai critiche per l’obiettivo fotografico. Un buon colpo di flash può illuminare un soggetto a breve distanza, ma poco o niente risulterebbe dell’ambiente circostante.
Le condizioni ambientali esterne ideali per la migliore penetrazione della luce in acqua sono sostanzialmente tre:

- Sole allo zenit con cielo sereno
- Acqua limpida
- Superficie del mare liscia

Senza addentrarci in lunghe spiegazioni di fisica, ci limiteremo ad analizzare semplici concetti, per capire lo scadimento della luce che avviene sott’acqua.
Per effetto della rifrazione, sott’acqua qualsiasi cosa appare più vicina e quindi più grande, di conseguenza abbiamo la modifica dell’angolo di ripresa degli obiettivi fotografici usati dietro ad un oblò piano, ad esempio, un obiettivo da 35 mm si ridurrà ad un 50 mm. Ma l’effetto più importante della rifrazione è la diminuzione della luce, provocata dall’assorbimento progressivo della sua energia, trasformata soprattutto in calore, in rapporto all’aumento della profondità. Perciò quando il sole è basso sull’orizzonte, maggiore sarà la dispersione e l’assorbimento e minore sarà la quantità di luce, con tutte le sue componenti cromatiche, che giungerà sulla superficie dell’acqua. Oltre tutto, buona parte verrà riflessa verso l’esterno ed i raggi di luce che penetreranno, verranno deviati, condizionando la visibilità. In presenza di plancton o di sospensione sotto forma di corpuscoli, che intercettano i raggi luminosi deviandone il percorso e diffondendoli in direzioni diverse, avremo un ulteriore diminuzione della penetrazione di luce sott’acqua. Ecco perché, utilizzando un grandangolare, è importante fotografare nelle ore a cavallo del mezzogiorno e possibilmente a basse profondità, per sfruttare al massimo la luce ambiente.
Per il fenomeno della riflessione, dell’assorbimento e della diffusione della luce, sott’acqua è quasi impossibile fare foto d’ambiente con campi molto lunghi, anche quando esistono le migliori condizioni di limpidezza. E’ il motivo per il quale, le ottiche grandangolari e supergrandangolari sono preferibili alle ottiche medio-lunghe.
Molto importante da considerare è l’assorbimento selettivo dei colori, infatti, il raggio di luce solare, penetrando nell’elemento liquido, viene scisso nei suoi colori costituenti. Ogni colore ha una determinata lunghezza d’onda, minore è la lunghezza d’onda, maggiore è la forza di penetrazione e viceversa. Questo è il motivo per cui nel mare penetrano, oltre ad una certa profondità solo i colori viola, blu, indaco e verde, che posseggono, a differenza del giallo, dell’arancione e soprattutto del rosso, lunghezza d’onda più piccola.
Se consideriamo che già a 5 metri il colore rosso è già completamente sparito, possiamo capire quale importanza rivesta nella fotosub l’utilizzo del flash, che con la sua luce opportunamente dosata, darà nuovamente tutti i colori dell’arcobaleno ai nostri soggetti da fotografare.

Modificato da - Istrice in data 18 dicembre 2011 21:33:52
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Stefano Guerrieri
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Biologia Marina

Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:54:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Tecniche di inquadratura e di illuminazione


In qualunque situazione fotografica è molto importante da curare la composizione dell’immagine ed effettuare una buona inquadratura. Il formato del fotogramma più utilizzato è il 24x36, che ha come risultanza un rettangolo entro il quale comporre l’immagine, questa avrà quindi un senso orizzontale o verticale. Nella fotosub, per dare un dinamicità all’azione, può essere scelta qualsiasi inquadratura, ma la posizione verticale, magari leggermente posta dal basso verso l’alto rispetto al soggetto, con la luce solare che filtra dall’alto, inquadrando l’azzurro del mare e più soggetti inseriti su piani diversi, da sempre ottimi risultati. Ma attenzione a non esagerare, una bella immagine, per essere tale, deve contenere un centro d’attenzione, mentre un numero eccessivo di soggetti interessanti, sebbene gradevoli e ben ripresi, creerebbero una certa difficoltà di lettura, generando confusione. L’immagine ha invece successo se riesce a trasmettere il suo messaggio istantaneamente, creando nello spettatore un’emozione.

Ecco semplici regole da seguire:

LA DIAGONALE

La diagonale rappresenta una delle linee direttrici fondamentali per la composizione dell’immagine, infatti essa trasmette l’dea del movimento e della direzione, specialmente fotografando dal basso verso l’alto. Normalmente con la regola della diagonale, usiamo la composizione del fotogramma in verticale, per cui il soggetto dovrà trovarsi proprio su una delle due diagonali che tagliano in due il fotogramma.

IL CERCHIO

Anche questa costruzione geometrica, rappresenta una figura fondamentale per la formazione dell’immagine, la quale dovrà svilupparsi su una ideale circonferenza, entro la quale si concentra tutto l’interesse.

LA REGOLA DEI TERZI

Per seguire questa regola bisogna idealmente suddividere il fotogramma in tre porzioni orizzontali ed in altrettante verticali, così da formare nove rettangoli di pari grandezza e posizionare l’elemento principale, in almeno uno dei quattro punti in cui le linee si intersecano.


Immagine:
Prima lezione: Introduzione al corso
55,36 KB


Detto questo, però, non bisogna lasciarci troppo condizionare da schemi e da regole rigide, lasciamo quindi anche spazio alla creatività, alla sperimentazione ed alla semplice fantasia. Dovremo perciò concentrarci nel mirino, con la sola idea di ottimizzare e valorizzare una parte dell’ambiente inquadrato, escludendo elementi estranei di disturbo. L’occhio umano riesce a catturare solo ciò che il cervello decide debba essere visto, la fotocamera invece concretizza tutto ciò che inquadra. Dopo che il soggetto ci ha stimolato, andrà analizzato nel mirino, mai fuori, per trovare il modo di renderlo interessante. Comunque, regole a parte, sarà importante rendere perfettamente leggibile il soggetto principale, facendolo risaltare su tutto il resto.

Modificato da - Istrice in data 18 dicembre 2011 21:35:20
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Stefano Guerrieri
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Biologia Marina

Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:55:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
L'illuminazione


Questo è il classico argomento sul quale potremmo sbizzarrirci per intere giornate, cerchiamo di sintetizzarlo il più possibile.
La migliore ripresa fotografica subacquea in campo lungo è quella che avviene con una illuminazione in luce mista: la luce solare più quella del flash.
L’elemento fondamentale per fotografare in luce mista è rappresentato dalla luce naturale, ma la sola luce ambiente penalizza l’aspetto cromatico della vita sottomarina, per ovviare a questo, ricorreremo all’aiuto di una sorgente luminosa artificiale capace di ridonare al soggetto i propri colori naturali: il flash elettronico. Importante prima di utilizzare un flash è la conoscenza dell’effettiva potenza, cioè il numero guida in acqua alla distanza reale dal soggetto e sapere l’angolo d’illuminazione, che dovrà essere maggiore dell’angolo di campo dell’obiettivo usato, per avere la garanzia di una uniforme e completa copertura del soggetto. Di solito le case costruttrici ci forniranno il numero guida subacqueo (ngs) del nostro flash, evitandoci faticose ricerche, esso sarà sempre riferito alla sensibilità di 100 asa e alla distanza reale flash-soggetto di 1 metro.
Rritorniamo a parlare della tecnica da utilizzare per ottenere un’immagine equilibratamente ben illuminata. Valuteremo innanzitutto la luce ambiente con l’esposimetro incorporato nella fotocamera e imposteremo il valore del diaframma da utilizzare, ricordandosi anche di inserire il giusto tempo di esposizione sincronizzabile con il flash. Successivamente doseremo la luce del flash, in modo tale da adattarla al diaframma scelto. In pratica, se il diaframma ricavato con la lettura dell’esposimetro è, per esempio, f5,6 (luce ambiente) ed avendo il soggetto principale ad un metro di distanza, con un flash dal numero guida subacqueo uguale ad 8 (impostando la fotocamera sulla sensibilità corrispondente a 100 asa), il soggetto stesso risulterà sovra esposto di 1 diaframma (differenza fra f5,6 e f8 del flash). Potremo scegliere fra due soluzioni: impostare f8 e sottoesporre la luce ambiente di 1 stop (diaframma), valorizzando i cromatismi del soggetto stesso, oppure arretrare di circa 30 cm il flash, impostando f5,6 che risulterà l’esposizione giusta per la luce ambiente. In pratica un flash elettronico varia il proprio numero guida al variare della distanza dal soggetto, per semplicità possiamo affermare che ogni 30 cm di distanza, il nostro flash varia di 1 diaframma. I migliori flash subacquei, naturalmente più costosi, hanno anche la possibilità di variare la potenza tramite un selettore, che potrà essere azionato a nostro piacimento.

La fotografia subacquea in luce mista è in definitiva, l’arte di miscelare la luce artificiale, variandone caso per caso l’intensità e la direzione, con la luce ambiente migliore. La luce ambiente in tutte le sue varianti, diviene l’insostituibile protagonista di questo modo d’interpretare fotograficamente il mare.

Con l’esperienza riusciremo a realizzare immagini d’ambiente bilanciate a regola d’arte, cercando di trarre profitto dagli errori commessi e migliorando di volta in volta i risultati, avremo molte soddisfazioni!
La fotografia presa ad esempio, mostra un buon bilanciamento della luce solare con la luce artificiale del flash, diffusa e senza zone d’ombra. L’obiettivo usato è un super grandangolare da 10mm, montato su una macchina digitale reflex con corrispondente focale di 16mm, scafandrata con oblò sferico, così da non alterarne ulteriormente la focale stessa. Per coprire l’angolo di campo dell’obiettivo, sono stati utilizzati 2 flash elettronici con parabola da 110° ciascuno, in modo da ottenere una totale copertura del soggetto inquadrato.
Nella composizione dell’immagine in verticale, sono state seguite le regole geometriche prima descritte, dove i vari punti d’interesse si trovano all’intersezione delle linee direttrici fondamentali, date dalla diagonale (scaletta-sub), dal cerchio (sub-lamiera scafo) e dalla regola dei terzi (volto sub-top lamiera).

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Prima lezione: Introduzione al corso
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Per ottenere buoni successi, sarà opportuno curare la posizione dei flash, indirizzandoli lateralmente con angolo d’inclinazione non inferiore ai 45° rispetto al soggetto, eviteremo così l’abbagliamento dello stesso, ma cosa più importante ridurremo la quantità di luce riflessa dalla sospensione colpita dal fascio luminoso. La posizione e la direzione dei flash andranno valutate opportunamente anche in relazione al senso orizzontale o verticale dell’immagine. In caso di sospensione accentuata è sempre preferibile posizionare il lampeggiatore dalla parte del lato più lungo del fotogramma: lateralmente se l’inquadratura è verticale, sopra se l’inquadratura è orizzontale.


Immagine:
Prima lezione: Introduzione al corso
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Abbiamo già accennato all’utilizzo di obiettivi grandangolari, i quali diminuendo lo spessore dell’acqua tra obiettivo e soggetto, ottimizzano la nitidezza dell’immagine. Ma l’angolo di campo spinto di questi obiettivi, crea il problema della copertura luminosa del campo inquadrato, la soluzione ottimale sta nell’utilizzo di due flash. Il lampeggiatore ausiliario, necessario per completare l’illuminazione, è molto utile per ammorbidire allo stesso tempo le ombre e per dare maggior rilievo al soggetto (tecnica consigliata anche nella macrofotografia). Nell’illuminazione con l’utilizzo di un secondo flash, va considerato sia l’orientamento più opportuno e coordinato delle due parabole, sia la corretta impostazione del diaframma: il flash principale, molto spesso manovrato a mano, determinerà l’impostazione del diaframma per la corretta esposizione del soggetto, mentre il flash ausiliario, potrà emettere una potenza inferiore di circa uno stop e risulterà sempre vincolato, tramite bracci snodati, al corpo macchina.

I flash potranno essere utilizzati o in automatico (TTL) o in manuale. Per la foto ambiente è consigliabile l’utilizzo dei lampeggiatori in manuale che, una volta acquisito il giusto metodo d’esposizione, consente una maggiore continuità di successi. Mentre per le riprese macro è più opportuno utilizzare i flash completamente in automatico (TTL), dedicandoci esclusivamente all’inquadratura ed alla messa a fuoco.

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L’immagine, di notevole valore biologico, rappresenta un piccolo brachiuro all’interno di una medusa. E’ stata realizzata con due flash utilizzati in TTL, che hanno permesso al fotografo di concentrarsi esclusivamente sulla messa a fuoco e soprattutto sull’inquadratura, riuscendo ad armonizzare i due soggetti, con un buon taglio e una buona illuminazione.


Modificato da - Istrice in data 18 dicembre 2011 21:39:30
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Stefano Guerrieri
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Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:56:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Scelta delle attrezzature

Chi vuole scattare immagini subacquee, deve porsi un preciso obiettivo: dare uno scopo al proprio lavoro.
In definitiva deve chiedersi che genere di foto vuole fare e quali soggetti vorrà riprendere. Da ciò dipenderà la scelta del tipo di macchina fotografica, ma soprattutto del tipo di obiettivo da utilizzare. Indispensabile è la conoscenza del fondale sul quale ci immergeremo, così da poter programmare facilmente l’immersione fotografica, scegliendo opportunamente le attrezzature da utilizzare.
In caso di acque limpide e molta luce ambiente, potremmo utilizzare obiettivi grandangolari, per riprendere immagini di relitti, pareti colme di gorgonie, pesci di grandi dimensioni, mentre in presenza di acque torbide o nelle immersioni notturne, ripiegheremo sulla macrofotografia. E’ preferibile concentrarsi su un determinato tipo d’immagini, organizzandone la migliore esecuzione, che disperdere tempo ed energie nel rincorrere soggetti o situazioni a caso, senza portare a casa niente di veramente buono.
Un compromesso tra la fotografia ambiente e la macro è possibile ottenerlo utilizzando uno zoom 28-70mm, obiettivo molto versatile, da montare su una reflex scafandrata, che permette di riprendere sia il pesce di taglia sia i piccoli soggetti come gamberi o nudibranchi, valido nelle immersioni diurne ma anche in quelle notturne.

Modificato da - Istrice in data 18 dicembre 2011 21:43:23
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Stefano Guerrieri
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Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:57:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Soggetti


Fotografare gli abitanti dl mare non è proprio come riprendere una modella, perciò occorrerà muoversi in sintonia con il mondo sommerso. Gli stessi animali sessili, apparentemente alla mercè del nostro obiettivo, vanno avvicinati con cautela. Uno spirografo può chiudersi all’improvviso anche solo per un’ombra, perfino con le gorgonie ed i madreporari come i parazoanthus e gli astroides, basta un movimento maldestro o l’aria espulsa dall’erogatore che investa la colonia, perché tutti i polipi si chiudano, facendo sfiorire la bellezza dell’animale. Attenzione quindi alle operazioni di avvicinamento, è necessario limitare le onde di pressione e moderare l’illuminazione del soggetto.
Molluschi e crostacei sono fra i soggetti più disponibili che il mare possa offrire ed il polpo trionfa su tutti. Discorso a parte per i pesci, infatti avvicinare il pesce nei nostri mari, diciamolo subito, è molto difficile. Saraghi, orate e dentici, ci faranno soffrire, mentre scorfani, donzelle, tordi, gronghi e murene, sono tutti soggetti più semplici da fotografare, ma non per questo privi di spettacolarità. Per il pesce di grossa taglia, più probabile come incontro nei mari tropicali, potremo utilizzare un obiettivo da 20mm, mentre in situazioni e taglie normali, il classico 35mm oppure il 28mm, andranno benissimo e ci regaleranno immagini in grado di suscitare forti emozioni. Oltre ai normali soggetti marini possiamo arricchire i nostri fotogrammi, con l’inserimento di elementi “estranei” al mondo sommerso, tipo la sagoma di una barca che si staglia sulla superficie, oppure l’elemento umano, come un subacqueo in immersione o addirittura una vera e propria modella, la fantasia non ha confini. Se c’è un segreto nel produrre buon materiale, questo consiste solo nell’usare gli occhi per scoprire i soggetti e sfruttare l’esperienza per immortalarli. La creatività esiste in tutti noi, l’entusiasmo e gli stimoli giusti, ci faranno produrre grandi fotografie, come in tutte le cose, serve una buona dose di volontà e di passione.

Modificato da - Istrice in data 18 dicembre 2011 21:44:05
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Stefano Guerrieri
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Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:58:30 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Preparazione all'immersione

La fotografia subacquea inizia per forza di cose prima dell’immersione. Ci sono poche cose tanto distruttive e dannose per gli apparati elettronici, quanto l’acqua salata del mare, così per evitare sgradevoli conseguenze è importante controllare il buon funzionamento di tutta l’attrezzatura prima di ogni immersione. La fotocamera anfibia o scafandrata con relativa custodia, andrà pulita, ingrassata nelle guarnizioni di tenuta, verificando l’efficienza di tutte le batterie, comprese quelle dei flash ed il corretto cablaggio con i cavi utilizzati e naturalmente caricata con la pellicola o il supporto di memoria delle moderne digitali, perché è successo anche questo: splendide immagini sono rimaste nell’immaginazione del fotosub, per aver semplicemente dimenticato a casa il rullino. Verificheremo la chiusura di eventuali tappi o l’innesto corretto degli oblò, senza dimenticarci di controllare il faretto d’illuminazione con le relative staffe e morsetti di serraggio. Con la certezza che tutto sia funzionante, potrmemo allora stivare l’attrezzatura nell’apposita valigetta.
Chi si accinge a fotografare sott’acqua, deve capire che è sempre necessario affrontare l’ambiente sommerso in maniera particolare. Il complesso fotografico deve lasciare il sub libero di muoversi per poter compiere tutte le normali azioni, indispensabili per effettuare in sicurezza l’immersione. Dovremo perciò ottimizzare tutta la nostra attrezzatura in modo che non sia troppo penalizzante, per lo svolgimento dell’immersione. Scattare fotografie sott’acqua è una specializzazione e come tale ha bisogno di molta esperienza e sacrificio per essere adeguatamente eseguita.

Modificato da - Istrice in data 18 dicembre 2011 21:44:52
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Stefano Guerrieri
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Biologia Marina

Inserito il - 18 dicembre 2011 : 18:58:36 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Manutenzione dell'attrezzatura


Qualsiasi componente fotografico subacqueo ha bisogno di manutenzione, ci sono degli accorgimenti atti a preservare nel tempo le attrezzature, così da evitare malfunzionamenti e sgradite spese non preventivate. Prima regola, tutte le attrezzature devono essere sottoposte a semplici, ma necessarie, operazioni di pulizia e di manutenzione, perciò dopo ogni immersione, sarà opportuno lavarle in acqua dolce, meglio se tiepida, senza disconnettere i cavi dei flash, senza togliere l’oblò o aprire la custodia. In mancanza di acqua dolce, possiamo momentaneamente asciugare le nostre attrezzature, con un’ampia pelle scamosciata e con l’aiuto dei pratici soffietti da attaccare alla frusta del GAV, curando particolarmente le zone di ristagno dell’acqua intorno alle connessioni dei flash e degli o-rings. Questa operazione toglierà la maggior parte dell’acqua di mare e quindi del sale, elemento molto dannoso ed acerrimo nemico del fotosub. Da evitare assolutamente sono i raggi diretti del sole, un semplice asciugamano sarà sufficiente a proteggere la nostra fotocamera. Comunque conviene, non appena possibile, riporla all’ombra, in attesa di arrivare a casa o in albergo e sempre assemblata, immergerla per alcuni minuti in acqua tiepida o sotto una leggera, ma abbondante doccia. Asciugata completamente tutta l’attrezzatura, sarà possibile aprire la fotocamera, disconnettere i cavi dei flash e togliere le batterie per poterle ricaricare. Da non trascurare è la manutenzione degli o-rings, che vanno di volta in volta ispezionati e se presentano sporcizia o tracce di sabbia, tolti dalla sede, puliti e lubrificati con l’apposito grasso al silicone, senza abbondare con lo stesso, gli o-rings non devono presentare eccessi di grasso. Periodicamente andranno sostituiti con analoghi, possibilmente originali, buttando via quelli vecchi!
Se le attrezzature non vengono utilizzate per un lungo periodo di tempo, ad esempio in inverno, sarà indispensabile togliere qualsiasi fonte di energia, per evitare danni ai circuiti elettronici, in caso di rottura e versamento dei pacchi batteria, che anche se inutilizzati, vanno ricaricati almeno ogni 2-3 mesi. Sia le anfibie, sia le scafandrate, ma anche faretti e flash, vanno tenute sempre aperte, oppure chiuse, ma senza gli o-rings, per evitare di deformarli permanentemente. Anche i cavi dei flash, le staffe e gli snodi vanno mantenuti in efficienza, perciò dopo la normale pulizia è sempre buona regola tenerli separati e lubrificarli, infatti molto spesso alcuni componenti sono costruiti in metalli diversi, ad esempio alluminio ed acciaio inossidabile, il permanente contatto tra questi materiali, può creare delle correnti galvaniche, in grado di danneggiare seriamente il metallo meno resistente, in questo caso l’alluminio. Quanto detto può essere semplicemente fatto, sacrificando parte del nostro tempo libero, sacrificio che ci farà risparmiare soldi ed arrabbiamenti.
Altro problema è la manutenzione straordinaria, che dovrà essere effettuata periodicamente ed esclusivamente da personale specializzato, ci sono infatti ottimi laboratori fotosubacquei su tutto il territorio italiano, in grado di risolvere brevemente qualsiasi problema e fornirci ottimi consigli. Indicativamente la manutenzione straordinaria, andrà fatta una volta all’anno e servirà a garantirci nel tempo, la continuità operativa e il buon funzionamento di tutte le nostre attrezzature.
Qualsiasi sia la vostra scelta, l’importante è perseverare, mai arrendersi ai primi insuccessi. La costanza, unita alla passione e alla conoscenza dell’ambiente marino, alla fine ripaga di ogni sforzo.


Stefano Guerrieri

Modificato da - Istrice in data 18 dicembre 2011 21:45:37
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mazzeip
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Città: Rocca di Papa
Prov.: Roma

Regione: Lazio


13572 Messaggi
Flora e Fauna

Inserito il - 14 febbraio 2012 : 14:54:49 Mostra Profilo Apri la Finestra di Tassonomia
Messaggio originario di Stefano Guerrieri:
[...]
Al secondo tipo appartengono gli apparecchi Anfibi, macchine fotografiche che funzionano sia sott’acqua che in ambiente aereo, sono perciò già impermeabili e non necessitano di un opportuno scafandro. Il loro limite sta nel fatto che non sono reflex, quindi non possiamo avere la reale inquadratura del soggetto, ma questa sarà falsata di qualche grado a causa dell’errore di parallasse.
[...]

Ultimamente, alle anfibie di vecchia concezione, ben poco controllabili e con mirino galileiano e quindi con errore di parallasse, si sono affiancate le compatte digitali impermeabili, con diverse caratteristiche carine, e ovviamente con i loro limiti: parlo, ad esempio, delle Nikon AW100, Canon PowerShot D20, Fujifilm XP150, Panasonic Lumix DMC-TS4, per citare le ultime uscite. Tutte oltre i 10 Megapixel, tutte utilizzabili fino a poco oltre i 10 metri (un po' pochino, e questo è un limite...), tutte con buona qualità d'immagine, ottime capacità macro, con uno schermo ben visibile anche sott'acqua, con un'ottima autonomia, buone capacità video (HD), con flash incorporato purtroppo (e questo è un altro limite) troppo vicino all'asse ottico: in macro dà buoni risultati, dato che il soggetto è vicinissimo, ma nelle foto ad una certa distanza, soprattutto se l'acqua non è limpidissima, il flash incorporato illumina le particelle in sospensione, con una perdita di definizione, e fornisce una luce troppo "piatta".

Si può ovviare in parte costruendosi una guida di luce da applicare davanti al flash per convogliare la luce più lontano, ma ottenere una soluzione facilmente "gestibile" anche solo al pelo dell'acqua è tutt'altro che banale.



Paolo Mazzei
Link Moths and Butterflies of Europe and North Africa
Link Amphibians and Reptiles of Europe
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